Levata di scudi contro la soppressione dei Tribunali di Rossano, Paola, Castrovillari e Lamezia, prevista dal Decreto sulla Spending Review.
Sull’argomento, il Consiglio regionale della Calabria si mostra coeso e compatto, pronto persino a bussare alla porta della Consulta per scongiurare un provvedimento etichettato come “fuga dello Stato dalle sue funzioni e dalle sue responsabilità in territori dove servirebbe una intensificazione massiccia, straordinaria, forte, dell’azione delle Istituzioni contro il fenomeno mafioso”. E’ il Presidente del Consiglio regionale Francesco Talarico ad affermarlo parlando di “sottovalutazioni superficiali e di atteggiamenti probabilmente inconsapevoli”.
In un ordine del giorno che ottiene il sigillo dell’unanimità, la massima Assise calabrese riassume preoccupazioni e timori chiamando a raccolta l’intera deputazione calabrese per assumere una posizione di rottura.
E’ lo stesso Presidente della Regione che invita “a far partire proprio dalla Calabria un dissenso forte” per raccogliere così “le adesioni” degli altri territori interessati da ipotesi di chiusura di presidi di giustizia. Secondo Giuseppe Scopelliti, la direzione imboccata “potrebbe far scoppiare l’emergenza in una situazione già al limite dell’emergenza”.
In Aula, dopo le relazioni dei Presidenti di Consiglio e Giunta regionali, gli interventi dei rappresentanti dei tribunali e delle organizzazioni sindacali del comparto.
Il Decreto Monti sulla soppressione dei Tribunali “favorirà la ‘ndrangheta” (affermano il sindaco di Rossano, Giuseppe Antoniotti, il Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Rossano, Serafino Trento, e Alessandra Baldari in rappresentanza della Segreteria F.P. – C.GI.L). Parla di “caos e disorganizzazione” Giuseppe D’Alitto, Presidente del Tribunale di Rossano mentre Giancarlo Barbieri, Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Lamezia Terme sottolinea che il Tribunale lametino “è stato più volte inserito dal Csm ‘nel novero dei tribunali insopprimibili’”. Di “danno alla giustizia, servizio pubblico essenziale, ed al buon funzionamento della democrazia”, parlano Vito Caldiero, Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Paola, Francesco Cicione, Vicesindaco di Lamezia Terme ed Eugenio Salerno, consigliere comunale di Castrovillari. Mentre ad evidenziare “le problematiche connessealle carenze infrastrutturali delle reti di collegamento regionale, è il sindaco di Paola, Basilio Ferrari.
La parola passa quindi ai senatori e ai deputati calabresi. “Riguarda il mancato rispetto di tutti i criteri della legge delega la critica che può essere mossa al Governo Nazionale e al Ministro Severino” – afferma l’on. Angela Napoli – “testimoniando l’impegno profuso da tutti i parlamentari calabresi per la risoluzione della questione”.
“Ad evidenziare la necessità di un incontro col Presidente Monti, con la partecipazione e l’impegno di tutte le forze politiche”, è l’on. Giuseppe Galati che esprime “amarezza per l’assenza nella seduta del Consiglio regionale, della deputazione del Partito Democratico”.
Per la senatrice Ida D’Ippolito, “i parlamentari calabresi possono dire alla Calabria intera ‘di avere le carte in regola’, essendosi battuti nelle sedi opportune per affrontare ‘la questione Calabria’. Riferisce poi “l’impegno della Commissione antimafia ed evidenzia che la situazione di allarme riguarda non solo la Calabria ma l’Italia intera”.
Il capogruppo del Pdl in Consiglio regionale, Gianpaolo Chiappetta evidenzia: “Pur nella consapevolezza del duro lavoro messo in campo dal Governo Monti e delle scelte non semplici che anche la Regione Calabria si appresta a completare, amministrare nella nostra terra non è come farlo in altre realtà d’Italia, specie al Nord”. Per l’esponente politico del Pdl, “Chiudere i quattro Tribunali calabresi è un paradosso e non significa affatto risparmiare risorse. Le scelte compiute dal Governo rappresentano, dunque, un errore di merito, di sostanza e di prospettiva”.
Di “problemi logistici e alla sicurezza del territorio” parla il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Sandro Principe che non risparmia un attacco alla politica nazionale: “Non esistono – dice – Governi tecnici, la politica non ha saputo dare risposta nel momento di crisi del Paese”. Replicando all’on. Galati riferisce che “Della rappresentanza parlamentare del Pd, in Aula, è stata invitata solo l’on. Laganà, ricordando al contempo l’impegno sul tema ‘giustizia’ degli altri parlamentari del suo partito”. Infine chiama ad una mobilitazione tutte le Istituzioni calabresi per incidere a livello romano.
La spending review? Per Agazio Loiero (Autonomia e Diritti) “una misura catastrofica sull’intero Sud Italia alla luce sia della struttura sociale che della presenza pervasiva della criminalità”. Loiero accusa il Governo centrale “di effettuare tagli lineari incapaci di imprimere una reale modifica dello stato delle cose mentre sarebbero auspicabili scelte differenti”. Suggerisce, pertanto, che la Regione proponga allo Stato, provocatoriamente e simbolicamente, di accollarsi parte delle spese inerenti la giustizia sul territorio”.
Per il Parlamentare Mario Tassone “questa battaglia non è di casta o di campanile”. “Se l’attuale Governo va appoggiato sia alla luce dell’operato – che lo stesso non valuta negativamente – che alla luce delle responsabilità precedenti, è apprezzabile l’unità di intenti e la lealtà reciproca che registra sul piano istituzionale, la stessa che dovrebbe ispirare le questioni dirimenti della politica calabrese. La posizione dell’UDC a livello nazionale è stata quella di impedire la chiusura delle sedi dei tribunali calabresi, attesa la pressante esistenza della criminalità, una battaglia che senza dubbio dovrà interessare il livello parlamentare”.
“Precisando che la legge delega ha condizionato il percorso della strategia politica anche rispetto alle dinamiche territoriali, lasciando spazio in Calabria, alle ‘incursioni campanilistiche’”, il parlamentare Giovanni Dima ritiene “indispensabile trovare motivi di coesione all’interno del territorio”. Ricorda, infine, “la mozione già presentata, ma ad oggi non discussa, al Parlamento in cui è richiesta una deroga per la Calabria”. Da qui, l’invito all’Aula di produrre un documento affinchè il Parlamento esamini la mozione senza il timore che la deroga prevista sia estesa ad altre Regioni, a fronte della specificità calabrese rispetto all’intero Mezzogiorno d’Italia”.
Per la parlamentare Jole Santelli “le sedi di tribunale oggi cancellate verranno ripristinate perché il provvedimento che le abolisce – mirando a mantenere l’efficienza del sistema – dovrà rivisitare le sedi giudiziarie tenendo conto anche dalla geografia giudiziaria che in Italia è molto diversa e vede presenti, in altre regioni, sedi di tribunali ogni 10 chilometri”. “I tribunali soppressi – prosegue – hanno le caratteristiche di efficienza richieste né si può disconoscere la disastrosa situazione logistica e di trasporti oltre che l’alta presenza della criminalità organizzata. Quanto al tribunale di Castrovillari di recente costruzione, potrebbe ben ospitare la Scuola della Magistratura di cui la Calabria viene depredata”.

Per Domenico Talarico (IDV) “l’eliminazione delle sedi di tribunale completa il necrologio sulla Calabria che inizia con la chiusura degli ospedali e che si conclude con l’eliminazione delle Provincie”. “La legge delega – sottolinea Talarico – è stata votata all’unanimità, quindi anche dai parlamentari calabresi. Mi chiedo cosa faranno a Montecitorio i rappresentanti calabresi quando il decreto tornerà in aula dopo la discussione nelle Commissioni parlamentari”. Un provvedimento – prosegue – che “sconfessa se stesso non tenendo nella dovuta considerazione alcune delle condizioni indicate dallo stesso Ministro come la ‘specificità territoriale’, ‘il bacino di utenza’, nonché ‘la presenza di criminalità organizzata’”.
Il capogruppo di Insieme per la Calabria, Giulio Serra nel “ringraziare tutti i parlamentari intervenuti, il Presidente della Giunta e del Consiglio regionali ed apprezzando la proposta di un documento unanime, ribadisce di non potere accettare i provvedimenti assunti, considerando un vero e proprio ‘scippo’ quello della soppressione dei tribunali calabresi”. Nell’invitare “alla coesione per il raggiungimento degli obiettivi, anche con la costituzione di una delegazione calabrese”, Serra ribadisce come sia “importante difendere il mantenimento dei tribunali perché solo così si possono rivendicare i diritti del territorio”.
Secondo il consigliere Alfonsino Grillo (Scopelliti Presidente) “i provvedimenti in fieri non miglioreranno l’efficienza della giustizia, alla luce della mole di lavoro e dei ritardi che si andrebbero a determinare. Sarebbe stato più serio – secondo Grillo – costringere gli uffici giudiziari a completare entro breve tempo le procedure per attivare il cosiddetto processo telematico, prevedendo al contempo un piano di razionalizzazione”. Infine, sulla decisione di soppressione delle Province calabresi, riferisce che “egli stesso aveva, in precedenza, avanzato l’ipotesi delle Province amministrative, ricordando come, a tutt’oggi, giace in Commissione affari istituzionali del Parlamento una proposta di legge”. Nel precisare che “la grave crisi economica non può essere invocata dal legislatore per sospendere le garanzie costituzionali di autonomia dei Comuni e delle Province, esorta a nonpermette l’adozione di procedure alternative per la risoluzione dei problemi del territorio”.