Si è tenuto il primo incontro ufficiale tra Filippo Mancuso, presidente del Consiglio regionale della Calabria, e Tino Scopelliti, da poco alla guida del CONI Calabria.
Un confronto franco e costruttivo, che si inserisce in una fase di rinnovato slancio per le politiche sportive regionali, anche alla luce dell’insediamento – lo scorso 5 maggio – della nuova Giunta del CONI.
Scopelliti arriva a questo incarico forte di un lungo percorso di formazione e impegno: cresciuto sin da giovanissimo nell’ambito dell’ASI (Associazioni Sportive e Sociali Italiane), ha scalato i vertici dell’ente fino a ricoprire il prestigioso ruolo di Vice Presidente nazionale. Un profilo tecnico e istituzionale, oggi al servizio dello sport calabrese.

«Lo sport – ha dichiarato Mancuso – è salute, educazione, crescita. Serve un sistema che aiuti le nostre eccellenze, non solo chi ce le ha in casa».
Spazio anche al rilancio dell’Osservatorio regionale dello sport, istituito nel 2023 ma non ancora messo nelle condizioni di operare con continuità. L’obiettivo condiviso è renderlo finalmente operativo, così da trasformarlo in uno strumento di ascolto, analisi e pianificazione a supporto delle politiche pubbliche sullo sport.
Scopelliti ha inoltre illustrato alcune iniziative in fase di progettazione, tra cui l’istituzione di borse di studio per giovani atleti calabresi distintisi in ambito nazionale e internazionale, e l’organizzazione di una cerimonia annuale di premiazione dei “campioni dell’anno”, pensata per valorizzare il merito e offrire un riconoscimento simbolico e pubblico ai talenti del territorio.
«Credo in uno sport che sia cultura, merito e inclusione – ha dichiarato –. Questo incontro è il primo passo di un cammino condiviso per fare dello sport un’opportunità concreta per la Calabria».
Perché il talento, in questa terra, non manca. Ma non può bastare la buona volontà delle famiglie o la passione delle società di base. Serve un sistema strutturato, che investa davvero nello sport, lo riconosca come risorsa educativa e civile, e non come un tema secondario da affrontare solo in emergenza.