Con l’acquisizione di Cinzano e Frattina, il Gruppo Caffo rafforza la sua leadership globale. Un successo calabrese costruito con radici forti e visione internazionale.
Ci sono notizie che non parlano solo di economia, ma di orgoglio. Non solo di acquisizioni, ma di identità. L’ingresso dei marchi storici Cinzano e Frattina nel portafoglio del Gruppo Caffo 1915 è una di quelle. Un’operazione che parte da Limbadi e arriva a toccare oltre cento mercati nel mondo. Ma che, soprattutto, racconta una visione imprenditoriale che nasce in Calabria e guarda lontano.

L’unione tra questi due mondi è molto più di una semplice operazione societaria. È una miscela tutta italiana, in cui la tradizione incontra la visione, e il radicamento territoriale si apre con intelligenza e ambizione a un futuro internazionale.
“È un punto di partenza, non di arrivo” ha scritto Nuccio Caffo, alla guida del Gruppo, parlando di un’operazione lunga, complessa, ma profondamente strategica. Dietro queste parole c’è un modello imprenditoriale che sa unire qualità e passione, heritage e innovazione, legame con la propria terra e capacità di investire senza compromessi sulla crescita.
Chi ha vissuto gli anni Duemila fuori dalla Calabria – studenti, lavoratori, emigrati – ricorda bene quanto fosse raro, all’epoca, trovare una bottiglia di Amaro del Capo in un supermercato romano o milanese. Eppure, in ogni “pacco” che arrivava dal sud, quella bottiglia c’era sempre: simbolo di casa, rito immancabile da condividere con amici e colleghi. Ritrovarla poi, dieci anni dopo, sugli scaffali di ristoranti, cocktail bar e grandi catene in tutta Italia e all’estero, ha rappresentato più di una semplice affermazione commerciale: è diventato un segno tangibile di quanto fosse cresciuta quell’impresa, quel nome, quel legame.
Fondamentale, in questo percorso, il ruolo di Pippo Caffo, figura di riferimento di un’epoca e di uno stile imprenditoriale basato su solidità, visione e rispetto. Un passaggio generazionale gestito con equilibrio e fiducia ha permesso di mantenere intatto il DNA originario, traghettando il gruppo verso sfide sempre più ambiziose.
Il closing dell’operazione è previsto entro la fine del 2025. Fino ad allora, il marchio Cinzano continuerà a essere gestito da Campari, ma la rotta è già tracciata. E porta ancora una volta la firma di un’impresa calabrese che ha saputo guardare oltre i confini, senza mai dimenticare le proprie radici.
E se oggi si alza un bicchiere, è anche per questo: perché da una terra spesso costretta a inseguire, nasce una realtà capace di indicare la direzione.