Nel cuore selvaggio dell’Aspromonte, tra boschi impervi e incontaminati, vive una razza suina unica al mondo: il Suino Nero d’Aspromonte.
Questo animale autoctono, rustico e possente, è il simbolo di una Calabria autentica, dove la biodiversità incontra la sapienza contadina e la ricerca scientifica.
Negli anni ’90, il Suino Nero rischiava l’estinzione. Ma nel 1995, grazie all’impegno di Monsignor Giancarlo Maria Bregantini e alla nascita della Cooperativa Valle del Bonamico, la razza è stata recuperata e valorizzata. Oggi pascola libero nei boschi dell’Aspromonte, nutrendosi di ghiande, castagne, radici e frutti del sottobosco, in un regime di allevamento estensivo che ne garantisce il benessere e la qualità delle carni.
L’Aspromonte non è solo il suo habitat, ma il vero artefice delle sue caratteristiche. L’isolamento geografico ha preservato la purezza genetica del suino, rendendolo diverso da tutte le altre razze italiane. Studi recenti condotti dalle Università del Molise e di Bologna hanno confermato la sua unicità genomica e il valore nutrizionale delle sue carni, ricche di Omega-3, ferro, vitamine e grassi “buoni”.
La carne del Suino Nero d’Aspromonte è un concentrato di sapore e salute. I salumi artigianali, come la mortadella al bergamotto o il prosciutto cotto Nerone, sono vere e proprie eccellenze gastronomiche, apprezzate anche sulle tavole delle Case Reali europee. Ogni prodotto racconta una storia di territorio, passione e rispetto per la natura.
Oggi, circa 25 agricoltori calabresi allevano il Suino Nero in cooperativa, promuovendo un modello di sviluppo sostenibile e radicato nella tradizione. Il GAL Terre Locridee, insieme alle istituzioni regionali, investe nella sua valorizzazione come risorsa economica, culturale e identitaria per tutta la Locride e l’Aspromonte.
Il Suino Nero d’Aspromonte non è solo un animale: è un patrimonio vivente, un ponte tra passato e futuro, tra terra e tavola. Difenderlo significa custodire l’anima più profonda della Calabria.