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Reggio Calabria, capitale dolce dello Stretto: il gelato artigianale e l’effetto Scirubetta

Un lungomare che profuma di mare e di gelato. Per quattro giorni a settembre, il Lungomare Italo Falcomatà si trasforma in un villaggio del gusto: è Scirubetta, il Festival Internazionale del Gelato Artigianale, che richiama maestri gelatieri da ogni angolo del pianeta e migliaia di visitatori pronti a scoprire sapori unici.

Il gelato artigianale non è solo un piacere estivo: in Italia è un settore che vale circa 3 miliardi di euro l’anno, con oltre 39.000 punti vendita tra gelaterie, pasticcerie e bar. Il consumo pro capite sfiora i 2 kg l’anno, e l’export supera i 100 milioni di chili, con mercati forti in Usa, Germania, Spagna. Reggio Calabria, grazie a Scirubetta, si è ritagliata un ruolo di primo piano in questo scenario, diventando crocevia mondiale di sapori, tecniche e culture.

L’effetto Scirubetta? Turismo enogastronomico: l’evento coincide con le celebrazioni mariane, portando in città un flusso di visitatori che unisce fede, cultura e gusto. Promozione del territorio: i gelatieri internazionali, ospitati in città, diventano ambasciatori di Reggio nel mondo, raccontandone il mare, la storia e l’ospitalità. Indotto economico: hotel, ristoranti, bar, artigiani e servizi turistici beneficiano di un aumento significativo di presenze e consumi.

– Formazione e innovazione: laboratori e show cooking coinvolgono anche scuole alberghiere e giovani apprendisti, creando competenze e opportunità di lavoro. Il nome stesso “Scirubetta” richiama un’antica preparazione calabrese a base di neve e miele di fichi. Oggi, i 34 maestri gelatieri presenti propongono gusti che spaziano dai classici intramontabili alle creazioni gourmet, con attenzione a sostenibilità, inclusività e tendenze salutistiche (gelati vegetali, senza zuccheri aggiunti, privi di lattosio).

Negli anni, Scirubetta ha portato sullo Stretto artigiani da Giappone, America Latina, Europa e oltre. Molti di loro, per la prima volta in Calabria, hanno conosciuto la città e ne hanno apprezzato il patrimonio culturale e paesaggistico, diventando veri e propri testimonial spontanei.

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