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Dibattito in Consiglio: salviamo le Province

Al Consiglioregionale della Calabria non va proprio giù la “pillola amara” della soppressione delle Province di Vibo Valentia e Crotone, contenuta nel decreto sulla Spending Review.

 Alfonso Dattolo (Udc)

Il consigliere Alfonso Dattolo (Udc) contesta sia il metodo che il merito.
A lui, in qualità di primo firmatario dell’ordine del giorno – grazie al quale, dieci consiglieri hanno chiesto ed ottenuto, come da Regolamento, la convocazione di una seduta straordinaria – il compito di sintetizzare in Aula le ragioni del dissenso.
“La soppressione delle Province – dice Dattolo – è una modifica della Costituzione erroneamente inserita nella manovra di Spending Review, il frutto di una campagna mediatica che ha preso di mira gli Enti intermedi, sulla base dell’idea, assolutamente errata che, dalla loro eliminazione deriverebbero miliardi di euro risparmiati all’anno”.
Ad avviso di Dattolo gli effetti sarebbero diametralmente opposti “con servizi governati dai Comuni in maniera disintegrata”.
“Roulette russa” e “Battaglia navale”, queste le espressioni utilizzate dall’esponente politico che stigmatizza “il tentativo maldestro di  una captatio benevolentiae dai cittadini. Un modo – dice – per distrarre l’attenzione da aumenti, rincari, e da tutta una serie di sacrifici che, per quanto assolutamente necessari, stanno colpendo duramente le famiglie italiane”.
Ancora, secondo Dattolo, “la scelta di cancellare gli enti intermedi è in contrasto rispetto a quanto avviene in Germania, Francia, Gran Bretagna e Spagna, Paesi ai quali l’Italia dice di volersi ispirare”.
Nel ribadire che “manca un’attenta valutazione dei costi e dei benefici connessi”, il consigliere dell’Udc rammenta che “le norme di carattere costituzionale ed elettorale non possono formare oggetto di decretazione d’urgenza”.
Presenti in Aula, i Presidenti delle Province destinatarie del provvedimento, tanti sindaci  e consiglieri comunali.

Chiede alla Regione di impugnare il decreto numero 95 del 2012 “per evidenti vizi di costituzionalità, non ritenendo, peraltro, le misure adottate dal Governo Monti, risolutive delle problematiche nazionali” – Stanislao Francesco Zurlo, Presidente della Provincia di Crotone.
Per Francesco De Nisi, Presidente della Provincia di Vibo Valentia, “gli accorpamenti territoriali determinerebbero la perdita di identità dei territori senza alcuna giustificazione economica, acuendo l’attuale situazione di crisi delle circoscrizioni provinciali calabresi interessate”.
Secondo Peppino Ruperto, Presidente del Consiglio provinciale di Catanzaro “sarebbe opportuno procedere, prima della soppressione delle Province, alla soppressione di altri enti”; mentre, richiama tutti ad una “riflessione attenta per il rilancio delle autonomie locali”, Domenico Bevacqua, Vice Presidente della Provincia che “sottolinea la situazione di preoccupazione in cui versano tutti gli enti locali”.
Antonio Eroi, Presidente del Consiglio provinciale di Reggio Calabria ritiene “necessaria una presa di posizione dei parlamentari calabresi affinché la Calabria rappresenti un ‘faro’  per le altre Regioni e non un ‘fanalino di coda’  in un processo volto a scrivere una pagina nuova”.
Nel ricordare che i partiti politici sono prossimi a votare la fiducia su questo provvedimento,  il sindaco di Crotone, Peppino Vallone, evidenzia “la necessità di una reazione da parte delle Istituzioni e della politica con il coinvolgimento di tutte le altre Regioni interessate dalla manovra”.
Per il sindaco di Vibo Valentia, Nicola D’Agostino, “i parlamentari calabresi dovrebbero dire con chiarezza, da subito, se sono o meno disponibili a votare un provvedimento ingiusto e irrazionale dal quale peraltro non si evince quanto si dovrebbe risparmiare con la soppressione delle Province”.
Emilio Verrengia, (Presidente della delegazione italiana al Consiglio d’Europa), si augura che il Governo Monti “riveda la propria posizione sulle Province, anche alla luce della posizione che la stessa delegazione a Strasburgo ha assunto nella sezione plenaria di marzo riuscendo a sovvertire il monito della BCE e a dimostrare che l’ente intermedio risulta essere un caposaldo della democrazia ottenendo un grande consenso”.
Secondo Benedetto Proto, Presidente del Consiglio Provinciale di Crotone, “l’abolizione delle due Province di Crotone e Vibo assesta il colpo di grazia dal punto di vista occupazionale ed economico ai territori calabresi, e per questo, si augura che la Regione faccia ricorso alla Corte costituzionale”.
Si susseguono gli interventi. Un intenso dibattito con l’intero Consiglio che condanna il provvedimento del Governo di soppressione delle Province.
“Tentativo di affievolimento dei diritti fondamentali – dal lavoro, alla salute – che lo smantellamento di importanti strutture dello Stato contribuisce a rendere più drammatici” (Censore, Pd); “Provvedimento che rischia di tagliare fuori irrimediabilmente la Calabria dai circuiti nazionali ed europei e con effetti, nel prossimo futuro, che vedranno migliaia di persone in mobilità costrette ad affrontare sacrifici logistici ed economici” (Bruni, Udc); “Foga antimeridionalista che non si registrava da tempo, una vera e propria secessione con un Governo tecnico – che ha assunto tutti i vizi della politica ed è incapace di interpretare la realtà del Paese a cui è chiamato” (De Masi, Idv).
Di “spinta secessionista da censurare” parla anche l’assessore all’Ambiente Pugliano che evidenzia altresì come “non sia mai stato reso pubblico il rapporto tra le economie che si realizzeranno e i costi che si dovranno sobbarcare i cittadini”.
Sulla necessità di rendere operativo il Consiglio delle Autonomie Locali spingono, fra gli altri, Giordano (Idv): “Il Consiglio regionale e

Salvatore Pacenza (Pdl)

il Consiglio delle autonomie locali devono agire velocemente per garantire ai territori i servizi che non avranno più” e Pacenza (Pdl) secondo il quale “La risposta istituzionale sull’argomento è stata forte grazie alla presenza in Aula dei  consiglieri regionali di tutte le Province calabresi”.
Guarda alle prospettive future invocando “correzioni all’ordinamento statale, incidenti sì dal punto di vista economico ma anche capaci di consegnare un nuovo ordine istituzionale che sia completo ed efficace nel più breve tempo possibile”, il consigliere del Pd, Sulla.
Per Grillo (Scopelliti Presidente), “Vanno definiti i criteri, ad oggi assenti, che presiedono alla soppressione delle Province. No, dunque, a riduzioni indiscriminate, in omaggio unicamente a necessità di ordine economico senza la dovuta considerazione delle peculiarità dei territori; sì, invece, all’idea delle Province amministrative gestite direttamente dai sindaci”.
Per Salerno (Pdl): “In una regione in cui c’è grande bisogno di presenza istituzionale, oggi bisogna lavorare per assicurare ai territori gli stessi servizi precedentemente garantiti dalle Province. Abbiamo di fronte un Governo tecnico che non guarda la realtà dei territori ed i problemi in essi presenti”.

Sandro Principe (Pd)

Secondo Principe (Pd), “Sul decreto Spending Review il Governo porrà la questione di fiducia togliendo ai parlamentari calabresi la possibilità di opporsi. Oggi si vuole dare poco spazio alle rappresentanze che costituiscono una rete sul territorio preferendo seguire il principio della verticalità secondo il quale tutti i territori a tutti livelli non contano nulla. Il Consiglio deve produrre proposte legislative e di riforma importanti volte ad ottenere la riduzione del numero dei parlamentari e il cambiamento della legge elettorale esistente che non prevede il sistema delle preferenze per la elezione dei parlamentari”.

Il Governatore della Calabria Giuseppe Scopelliti

 

Conclude il dibattito il Presidente della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti: “Ribadiremo – ha detto – la nostra posizione negativa rispetto al ‘decreto’ anche nella Conferenza Stato-Regioni con l’idea di fare ricorso alla Corte Costituzionale. Da qui, dunque, una posizione netta e chiara: faremo quanto è in nostro potere per salvare le nostre Province”.
Scopelliti, inoltre, esprime parere positivo sulla parte del ‘decreto’ che pone limiti temporali per l’implementazione delle Città Metropolitane, “un grandissimo traguardo che ero riuscito ad ottenere per Reggio Calabria quando ero Sindaco della città”.

Il Presidente del Consiglio regionale Francesco Talarico

dà infine lettura dell’ordine del giorno (a firma dei consiglieri Bilardi, Bova, Orsomarso, Ciconte, Dattolo, De Masi, Principe, Serra e Adamo), che viene approvato all’unanimità, “per l’attivazione delle procedure per l’elezione del Consiglio delle autonomie locali”. Il documento impegna “la Giunta ad impugnare davanti alla Corte Costituzionale l’articolo 17 del provvedimento nella parte in cui prevede la soppressione e l’accorpamento delle Province, valutando altresì l’opportunità di un intervento di tipo adesivo-dipendente, in ragione dei giudizi già promossi da altre Regioni”.

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