Oltre trent’anni di professione forense, l’hanno portato ad essere tra i maggiori esperti nel Paese di diritto industriale e d’autore.

“In questo momento storico – spiega Fittante – la ricerca e l’innovazione rappresentano attività fondamentali, che stanno raggiungendo sviluppi e traguardi inaspettati e che, soprattutto nel settore green, assumono un ruolo centrale per tutti noi, poiché ci consentono di costruire un domani migliore”. Un radicale cambio d’approccio che il settore d’impresa ha maturato proprio nell’ultimo periodo storico, infatti, secondo lui “Se si paragonano le aziende di dieci anni fa con quelle di oggi, i principali asset delle prime erano costituite da beni materiali, mentre quelli delle seconde sono rappresentati da titoli di proprietà industriale, si pensi al marchio, che contraddistingue i prodotti e che rappresenta un’autentica ricchezza”.
Il diritto dell’innovazione è il diritto del futuro, n’è fermamente convinto Fittante: “La normativa sul diritto industriale e d’autore, o meglio, sul “diritto dell’innovazione”, ha proprio lo scopo di tutelare la ricerca e la sua concretizzazione pratica, e cioè i brevetti, le invenzioni e, appunto, le varie “innovazioni”.
Infine, il professor Fittante si sofferma sul rapporto con la sua Calabria. Lui ci torna spesso e sempre con estremo piacere – “Qui ho la mia casa e le mie radici, e mantengo relazioni stabili sia con la città di Catanzaro che con tutto il territorio”.
Ma ci racconta anche delle difficoltà che una terra meravigliosa come la nostra deve affrontare per colmare un gap storico con le altre regioni d’Italia – “La realtà calabrese è complessa e vive purtroppo situazioni di grande difficoltà. Le ragioni del mancato sviluppo sono in gran parte da ricondursi, a mio parere, alla mancanza di strategie di investimento a lungo termine e alla scarsa consapevolezza delle risorse che questo magnifico territorio ha da offrire”.
E ancora, suggerisce – “Un’altra idea potrebbe essere quella di selezionare e impiegare, mediante la creazione di agenzie territoriali per lo sviluppo e la formazione, 1000 giovani brillanti, laureati in economia, in ingegneria, in agraria, in scienze forestali e in informatica, al fine di implementare l’economia e l’immagine del territorio Calabrese e lavorare allo sviluppo di un progetto di informatizzazione della Pubblica Amministrazione che miri alla sua modernizzazione. Fondamentale, poi, è l’investimento sulla valorizzazione dei centri storici e dei borghi, che potrebbe essere fatto promuovendo il turismo naturalistico ed enogastronomico ed investendo sulle aree protette, specialmente quelle di maggior pregio come l’Aspromonte e la Sila”.
“Una visione di futuro – conclude Fittante – si costruisce se si ha la forza di fare uno scatto, un cambiamento, valorizzando le risorse presenti e sviluppando strategie nuove con programmi concreti che non guardino al breve periodo ma che costruiscano l’agenda di ‘Calabria 2030′”.