Lingue perdute, lingue “mozzate”, lingue da salvare. Ogni 14 giorni – secondo un allarme lanciato dagli studiosi del settore – uno dei linguaggi nel mondo “in pericolo di vita” di fatto si estingue.

Arbëreshë, grecanico, occitanico, rappresentano un patrimonio linguistico e culturale di enorme valore. Il Guardiolo è una lingua occitana parlata in diverse regioni della Francia, in alcune aree dell’Italia settentrionale e anche in Calabria, a Guardia Piemontese (CS): segnalata dall’Unesco tra le 14 lingue del mondo in pericolo: “Drasticamente a Rischio”.
I linguaggi con il tempo – sostiene l’agenzia culturale e scientifica delle Nazioni Unite – diventano esposti al rischio d’estinzione, nel momento in cui si comincia ad usarne altre che hanno un maggior potere economico e politico.
Il programma dell’iniziativa di venerdì (che avrà inizio alle ore 10:00 nell’auditorium della sede dell’Assemblea regionale) prevede la proiezione del film Arbëria (regia di Francesca Olivieri, produzione “Open fields”) e un confronto pubblico sull’opera con Nicola Rovito, regista e produttore.
Poi il tema dell’evento, che si svolge in collaborazione col Corecom, sarà al centro di un dibattito che vedrà impegnati: Maria Concetta Cacciola, Dottore di Ricerca in Linguistica Storica e Italiana all’Università La Sapienza di Roma; Damiano Guagliardi, Presidente della FAA – Federazione associazioni arbëreshë; Paolo Martino, docente di Glottologia e linguistica generale Università LUMSA Roma e Carlo Pisano, componente Co.re.mi.l. – minoranza occitana.
Sui due decenni di esperienza calabrese della Legge 482, Palazzo Campanella ha già ospitato – il 2 dicembre u.s. – la proiezione del docufilm Kalavrìa e, sempre nel quadro della valorizzazione delle minoranze linguistiche presenti in Calabria, in Consiglio regionale è in via di realizzazione una sezione specialistica di documentazione e approfondimento del Polo Culturale “Mattia Preti”.