Febbraio 24, 2026
Reggio Calabria
UDC - Unione di centro

Il Sud speranza per l’Italia

Un confronto a tutto tondo, nello scenario incantevole del castello aragonese di “Le Castella” ad Isola Capo Rizzuto, dove il Gruppo regionale dell’Udc, presieduto da Alfonso Dattolo, ha colto l’occasione della presentazione dell’ultimo saggio (prefato dal cardinale Bagnasco) scritto da

Un confronto a tutto tondo, nello scenario incantevole del castello aragonese di “Le Castella” ad Isola Capo Rizzuto, dove il Gruppo regionale dell’Udc, presieduto da Alfonso Dattolo, ha colto l’occasione della presentazione dell’ultimo saggio (prefato dal cardinale Bagnasco) scritto da monsignor Antonio Staglianò (“Il Sud: una speranza per l’Italia), per discutere del ruolo dei cattolici in politica e delle prospettive del Sud visto non come problema ma risorsa preziosa per un Paese in declino.

Il presidente nazionale di “Rinnovamento nello Spirito santo” (250mila iscritti e radicato capillarmente nel Paese) Salvatore Martinez, ha sostenuto che “il libro è pieno di buone idee e di ideali. Proprio la mancanza di ideali, è uno dei più grandi mali dei nostri giorni. Solo gli ideali possono sorreggere le generazioni future, perché senza base spirituale, forte come quella che anima le nostre comunità, non ci sarà futuro per l’Europa”.

Inoltre Martinez, nel suo lungo intervento (conclusosi con la lettura del messaggio ai siciliani (“ma buono anche per la Calabria”) di Sturzo, si è intrattenuto sull’importanza strategica della Chiesa cattolica e sulle speranze che possono scaturire dalla valorizzazione della cultura del cattolicesimo, valido antidoto contro gli estremismi della modernità. In questo senso, il Sud ha una lunga storia da raccontare”.

Di crisi valoriale, prima che economica e politica, ha parlato il vescovo di Noto, monsignor Staglianò, per anni parroco di “Le Castella”, rettore dell’Istituto teologico calabrese e consulente per il progetto culturale della Cei. Secondo cui “ il Sud deve smettere di lagnarsi e mettersi in discussione. E’ proprio il Sud, risorsa per l’Italia e l’Europa, il custode della memoria dei valori di un’antica alleanza tra l’anima e l’habitat.

Da parte più irresponsabile del Paese o più sfortunata, secondo i punti di vista, può diventare l’angolatura prospettiva per di una circolarità aperta, tesa tra terra e cielo. Dal Sud e dalle sue intelligenze, può venire quella cultura in grado di contrastare le dinamiche corrosive del Paese”. Ancora: “In un tempo non certo facile, il Sud, anche se resta una terra amara per i pesi che ancora porta, può costituire una sorta di laboratorio della speranza per l’Italia tutta. I criteri economicistici con cui si valutano i livelli di sviluppo o di civiltà delle aeree territoriali , risultano fallimentari e disorientanti anche per la stessa economia.

Il bagliore della crisi economica non riesce a nascondere, il fatto plateale che la crisi è umana, etica, culturale e, perciò, politica, e anche profondamente religiosa. La società si de-solidarizza, la solitudine si diffonde tra le persone e assume le forme striscianti delle alienazioni e dello stordimento (specie tra i giovani). Ognuno si chiude nel proprio egoismo, quando per la propria sicurezza non assume modalità violente di autodifesa.

C’è chi invoca una nuova cultura dell’accoglienza. Penso ai profughi che giungono sulle coste siciliane e calabresi: cosa vuol dire accoglierli? Come stanno interagendo le nazioni in Europa, ma anche le stesse regioni d’Italia? C’è molto da pensare: la questione intercetta interessi economici, ma svela ben altro. La fede cristiana resiste agli attentati del degrado umano. Si tratta di bonificare il cuore degli uomini, perché ridiventi umano. In questo la realtà del Sud d’Italia può servire il Paese”.

Il presidente Dattolo ha sostenuto che per conoscere bene il Sud e valorizzarlo nell’interesse generale, è necessario dotarsi di nuovi criteri di lettura. Perciò abbiamo coinvolto due eminenti personalità del cattolicesimo italiano. Sono convinto che una terra spesso ai margini del dibattito pubblico come la Calabria, debba necessariamente ricominciare a far discutere di sé, anche proponendo incontri come questo.

Anche per sconfiggere l’autoreferenzialità della politica e dare risposte al bisogno di rinnovamento che serpeggia tra la gente. Alimentare il dibattito significa alimentare la speranza attraverso l’agire pubblico ispirato alla dottrina sociale della Chiesa. Perciò l’invito ai giovani è di attivarsi per migliorare la società con proposte sane e respingendo le sirene di un’antipolitica spesso demagogica che non porta a niente. Il giornalista Romano Pitaro (ha coordinato il dibattito) ha sostenuto che “il rischio per i cattolici, delegando ancora ad altri la rappresentanza, è di contribuire involontariamente al soprassalto di una cultura che mercifica i valori, isterilisce l’umanesimo e riduce la politica a fiction”.

L’assessore Marcello Bombardiere, al posto del sindaco Carolina Girasole che ha avuto un imprevisto, ha ringraziato gli organizzatori per avere scelto la suggestiva Isola Capo Rizzuto “quale location di questo importante dibattito”. Nell’area del castello dove si si è tenuto l’incontro, ha esposto alcune sue nuove opere lo scultore Antonio Cersosimo.

 

Fasi dell’incontro nella splendida cornice di“Le Castella” di Isola Capo Rizzuto

 

 

 

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