Nel cuore della Calabria, Bivongi si fa promotore di una riscoperta culturale e gastronomica: la manna, una linfa naturale estratta dalla corteccia del frassino, dal sapore dolce e delicato.
Questo prodotto, un tempo coltivato con cura e dedizione, è oggi al centro di un dibattito che mira a riportarlo alla luce, valorizzandone le proprietà e il legame con il territorio.
La manna, nota per le sue qualità salutari e disintossicanti, ha una storia antica in Calabria, risalente al 1200. Tuttavia, già nel 1700 la sua produzione nella regione era quasi scomparsa, mentre in Sicilia, nelle Madonie, la raccolta è proseguita con metodi tradizionali.
Oggi, esperti e studiosi concordano sulla necessità di recuperare questa tradizione, non solo per il suo valore commerciale, ma anche per il suo significato culturale e antropologico.
A Bivongi, nella sala del Rural Center, si è svolta una tavola rotonda, nei mesi scorsi, che ha visto la partecipazione di sindaci, operatori agricoli, antropologi e specialisti del settore. L’evento, promosso dal Gal Terre Locridee in collaborazione con l’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale, ha approfondito le moderne potenzialità della manna e le strategie per la sua salvaguardia. Un bel segnale, certamente.
La riscoperta della manna passa attraverso un approccio sostenibile e una tutela delle biodiversità locali. Gli esperti sottolineano l’importanza di creare connessioni tra territori storicamente legati alla sua produzione, come la Vallata dello Stilaro in Calabria e l’area delle Madonie in Sicilia.
Non si tratta solo di un prodotto da commercializzare, ma di un simbolo identitario che merita di essere preservato e valorizzato. Bivongi, con il suo impegno, riaccende i riflettori su questa antica delizia calabrese, aprendo la strada a nuove opportunità per il territorio e per la cultura gastronomica regionale.

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