Febbraio 24, 2026
Reggio Calabria
Commissioni

Commissione contro la ‘ndrangheta, Magarò: “un impegno per la cultura antimafia”

Venti sedute, diciotto audizioni, otto provvedimenti legislativi licenziati, sei campagne di sensibilizzazione sui temi della legalità e la promozione delle buone prassi e tante iniziative istituzionali volte a diffondere la cultura antimafia.

 Il presidente della Commissione contro la ‘ndrangheta Salvatore Magarò

In circa due anni di lavoro, la Commissione regionale contro la ‘ndrangheta ha segnato un percorso “per affrontare – come dice il Presidente Magarò sin dall’insediamento dell’organismo – una delle più gravi minacce che incombono sull’economia, sulla società, sulle stesse Istituzioni democratiche della nostra regione. In Calabria, la ‘ndrangheta è parte della questione meridionale e quest’ultima si identifica con la questione morale”.

A Palazzo Campanella, l’organismo presieduto da Magarò dialoga con associazioni (Libera, associazioni antiracket, Riferimenti, Legambiente), con  il partenariato economico, con i rappresentanti del mondo delle professioni e i sindacati, con i sindaci, con gli assessori, con i testimoni di giustizia e le vittime del racket, con la Chiesa, con i direttori della SUA e dell’Agenzia dei Beni confiscati.

L’obiettivo è quello di fare rete: è quello di creare sinergie e collaborazioni tra le realtà positive che in questa regione, operano concretamente sul territorio e rappresentano la forza più dirompente, per contrastare la ‘ndrangheta. Di questo è convinto Magarò che sin dal suo insediamento ha fatto appello “alle nostre migliori energie”. “Le mafie – dice – pur essendo estranee alla coscienza civile e marginali rispetto al comune sentire della gente, costruiscono teste di ponte e penetrano nell’economia legale, inquinando i mercati, le amministrazioni pubbliche i gruppi dirigenti ed usando, al posto della violenza, gli strumenti più sofisticati della banca e della finanza. Se unitari sono l’organizzazione e il progetto criminale, quindi, unitario deve essere anche il disegno di prevenzione e di contrasto di questo fenomeno”.

L’obiettivo non dichiarato è anche quello di conoscere, da vicino, le problematiche affrontate da chi pratica quotidianamente l’antimafia sociale e fornire un supporto legislativo utile ad intensificare l’azione. Ne sono scaturite alcune proposte normative, divenute leggi della Regione (L.R. 3/11 Interventi di sostegno alle vittime di reati di ‘ndrangheta; L.R. 5/11 Agevolazioni a favore dei testimoni di giustizia e loro famiglie; L.R. 7/11 Recupero dei beni confiscati alle organizzazioni criminali in Calabria), alcune Mozioni approvate all’unanimità dall’Assise regionale (Mozione n. 10 del 22.02.11 che impegna la regione a costituirsi parte civile nei processi di ‘ndrangheta; Mozione n. 45 del 1.08.11 che impegna il Governo a non assegnare incarichi a qualsiasi titolo a chi è risultato responsabile dello scioglimento per infiltrazioni mafiose di un ente o altro organismo; Mozione n. 46 del 1.08.11 che rende obbligatorio l’inserimento tra le clausole contrattuali , negli appalti, del cosiddetto Patto di integrità) e un Ordine del giorno sul consumo critico contro il pizzo, che impegna il Consiglio regionale a supportare con iniziative di informazione e sostegno, le attività economiche che si oppongono alle richieste estorsive.

In questi due anni, la Commissione regionale contro la ‘ndrangheta ha aperto canali di comunicazione diretta con il territorio e la popolazione: le sedute “solenni” in occasioni di commemorazioni o eventi e le sedute aperte alla stampa e agli addetti ai lavori rappresentano, nelle intenzioni del Presidente, un metodo che, di fatto, inaugura un percorso di partecipazione e apertura al territorio “che rappresenta anche l’unico tracciato possibile per uscire dal tunnel delle mafie”.

Il 26 aprile 2012 apre proprio a Palazzo Campanella la Bottega della legalità di Libera. L’iniziativa proposta da Magarò è diventata, grazie all’impegno del Presidente Talarico, una realtà.

“La Bottega della Legalità non è solo il risultato di un felice incontro tra  un’Istituzione – il Consiglio – e un’ Associazione – Libera – ma è soprattutto la determinazione e la perseveranza nel proseguire la battaglia contro le  mafie e il malaffare, anche quando la lotta si fa dura e perigliosa. Sostenere iniziative come questa, quindi, rappresenta una scelta di campo con una valenza tutt’altro che simbolica. Significa riappropriarci di un territorio sottratto alla collettività con l’inganno e la violenza, significa rimettere a frutto terreni per troppo tempo riarsi e sterili, significa far diventare pratica quotidiana il nostro “NO alle mafie”. Insomma, la Bottega di Libera è una proposta di lavoro insieme”.

Proposte di “lavoro insieme”, in questi due anni, la Commissione regionale ne ha fatte altre. Ha incontrato in un seduta dedicata, alla presenza del dirigente generale della Giunta, avv. Zoccali, i Sindaci e gli amministratori vittime di intimidazioni e violenze e a loro “che rappresentano il fronte più esposto agli appetiti della ‘ndrangheta che ambisce ad un controllo totale del territorio anche attraverso l’amministrazione pubblica” è stato chiesto di “fare fronte comune”.

“Abbiamo ritenuto – spiega Magarò – di dover dedicare maggiore attenzione al fenomeno delle intimidazioni   agli amministratori in prima linea, con un impegno concreto che andasse oltre le espressioni di solidarietà e vicinanza”.

La risposta della Giunta Scopelliti alle richieste dei sindaci, non si è fatta attendere. Disponibilità immediata degli uffici regionali e della Stazione unica appaltante per la consulenza e la gestione diretta, su richiesta, di gare e appalti sia nella predisposizione che nella successiva esecuzione. Uno sportello telematico di “supporto ai sindaci”, inoltre, garantirà risposte immediate e assistenza il loco, da parte di personale regionale qualificato. E’ un impegno concreto e reale: di recente dirigenti regionali e tecnici si sono recati a Monasterace a supportare l’attività amministrativa del Sindaco, destinataria di ripetuti atti intimidatori, Lanzetta.

E poi c’è il percorso della Memoria che Magarò non perde occasione di rinverdire perché , dice “fare memoria”, significanon solo commemorare, ma  alzare la soglia di attenzione,  tenere desta la tensione morale, ricostruire un sentire comune sui temi della giustizia, dell’equità, della  solidarietà e della libertà. Fare memoria significa   sentire la responsabilità di un’azione collettiva, in cui ognuno di noi è parte integrante di un insieme ed è chiamato a svolgere il proprio ruolo; perché la battaglia contro le mafie è una lotta contro il tempo e senza tempo. L’impegno che ci si chiede, perciò è straordinario perché non può bastare solo il rispetto personale delle regole e delle leggi; questo è l’inizio. Sulla strada dell’affrancazione dalle mafie, ciascun onesto cittadino deve diventare “guardiano” della legalità, perché le radici della malapianta sono in grado di invadere qualsiasi terreno”.

L’agenda dei lavori della Commissione prosegue a ritmo serrato: nel mese di luglio, l’organismo presieduto da Magarò sarà impegnato, in esecuzione della risoluzione approvata all’unanimità, a svolgere un’attività conoscitiva sulle associazioni che operano nel campo della lotta alla ‘ndrangheta e all’illegalità diffusa. L’obiettivo è quello di giungere ad una conferenza di tutte le associazioni per mettere in rete esperienze, pratiche, percorsi e azioni, con l’obiettivo di garantire forme di coordinamento e sinergie, pur nel rispetto delle rispettive ispirazioni statutarie e dell’autonomia di ciascuna realtà.

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